Siamo di fronte ad una tragedia dalle proporzioni drammatiche: nel Lazio ci sono oltre 32mila malati di Alzheimer, cifra che arriva a oltre 100mila considerando le famiglie che li assistono tra enormi difficoltà, anche economiche con scarso supporto da parte della regione dove operano solamente a Roma 3 strutture che possono ospitare 120 malati e le famiglie sono costrette ad interminabili liste d’attesa e a girare la città pur di far assistere il proprio congiunto in una delle strutture abilitate.
Il problema riguarda soprattutto le altre province della regione Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, dove non esistono strutture specializzate nella cura e nella prevenzione delle malattie neuro-degenerative e di conseguenza crea ancor più pesanti ripercussioni sui malati e le loro famiglie. Per questo la prossima Giunta regionale dovrà implementare il numero delle strutture per ospitare i malati, potenziare l’assistenza domiciliare e promuovere una legge regionale nel solco di quanto chiesto dalla Commissione europea che ha definito l’Alzheimer una “priorità di salute pubblica”. La Commissione Ue infatti ha invitato gli Stati membri a sviluppare una strategia comune. La regione dovrà investire nella prevenzione, nell’assistenza per la cura dell’Alzheimer e delle altre malattie neuro-degenerative legate all’invecchiamento e prevedere un sostegno economico alle famiglie che assistono i propri congiunti. Identiche problematiche, seppur con i dovuti distinguo, per i malati di patologie oncoematologiche, per i quali la prossima Giunta regionale dovrà garantire assistenza specializzata domiciliare.


